Pizza in Teglia Alta Idratazione: Calcolatore Dosi e Ricetta
Calcola le dosi esatte per la tua teglia e prepara una pizza in teglia ad alta idratazione all'80%: alveolata, soffice e croccante.

Pizza in Teglia Alta Idratazione: Soffice, Alveolata e Croccante
Un impasto con idratazione all’80%, una struttura ricca di alveoli e una base ben cotta: la pizza in teglia ad alta idratazione è una preparazione pensata per ottenere un trancio alto, soffice e croccante.
L’autolisi, le pieghe di rinforzo e una maturazione di 24 ore in frigorifero favoriscono lo sviluppo della maglia glutinica e di aromi più complessi. La ricetta è studiata per teglie rettangolari o rotonde, sia in forno domestico sia in forno professionale.
A differenza della Pizza Napoletana cotta al piatto e della classica Pizza Spontini al padellino, questa versione è studiata per la teglia. Per idee di farcitura, trovi una lista rapida nel menu Pronto Pizzeria?.
Calcolatore Pizza in Teglia Alta Idratazione
I Segreti per una Pizza Alta Idratazione Perfetta
- Teglia in ferro blu: una teglia in ferro blu ben stagionata trasferisce calore in modo efficace e favorisce una base più asciutta e croccante. Non è necessario ungerla se è correttamente stagionata.
- Farina forte W280–320: una farina con questa forza è adatta a sostenere un impasto all’80% di idratazione, la maturazione in frigorifero e la successiva stesura in teglia.
- Temperatura dell’acqua: usa l’acqua alla temperatura consigliata dal calcolatore. In estate può essere necessario usare acqua molto fredda, anche di frigorifero, per compensare il calore dell’ambiente, della farina e dell’impastatrice. L’obiettivo è chiudere l’impasto intorno a 22–24°C: un impasto troppo caldo diventa più molle, appiccicoso e difficile da incordare, oltre a far partire troppo presto la fermentazione prima del riposo in frigorifero.
- Farina fresca nelle giornate molto calde: se la cucina supera circa 26–28°C, puoi raffreddare per alcune ore anche la farina in frigorifero, conservandola in un contenitore ben chiuso. In questo modo limiti il surriscaldamento dell’impasto, soprattutto se usi una planetaria.
- Acqua trattenuta e sale sciolto: in un impasto molto idratato non versare tutta l’acqua subito. Tieni da parte una piccola quantità per sciogliere il lievito e una quota maggiore per sciogliere il sale quando l’impasto ha già preso struttura. Versa poi l’acqua con il sale a filo, in più riprese: fa parte dell’acqua totale calcolata e aiuta a completare l’idratazione senza rendere l’impasto troppo difficile da gestire.
- Maturazione di 24 ore in frigorifero: il riposo al freddo a circa 4°C rallenta la fermentazione e consente all’impasto di sviluppare struttura e profumo. Dopo il frigo, rispetta le 3 ore di appretto a circa 20°C indicate dal calcolatore.
- Stesura delicata con i polpastrelli: non usare il mattarello. Allarga l’impasto su semola rimacinata lavorando con i polpastrelli, senza schiacciare energicamente le bolle formate durante la fermentazione.
- Fiordilatte ben asciutto: taglia la mozzarella a cubetti o listarelle e lasciala scolare in un colino in frigorifero per alcune ore. In questo modo rilascerà meno liquido durante la cottura.
- Olio in due usi distinti: l’olio pesato dal calcolatore entra nell’impasto; l’olio EVO q.b. del condimento va invece distribuito sul pomodoro prima della cottura.
Preparazione Passo Dopo Passo
1 - Autolisi Iniziale
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Versa la farina forte W280–320 in una ciotola capiente o nella ciotola della planetaria. Tieni da parte circa il 30% dell’acqua totale: una piccola quota servirà per sciogliere il lievito, mentre la parte restante verrà usata per sciogliere il sale e completare l’idratazione dell’impasto.
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Versa circa il 70% dell’acqua alla temperatura indicata dal calcolatore sulla farina e mescola grossolanamente per 1–2 minuti, fino a non vedere più parti asciutte. Copri e lascia riposare per 20–30 minuti. In questa fase non aggiungere lievito, sale né olio.
2 - Chiusura dell’Impasto e Incordatura
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Preleva una piccola parte dell’acqua tenuta da parte e sciogli il lievito di birra fresco. Se usi lievito di birra secco, impiega la quantità alternativa indicata dal calcolatore e scioglila nello stesso modo.
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Riprendi l’impasto dopo l’autolisi e incorpora gradualmente l’acqua con il lievito, lavorando con il gancio della planetaria a velocità medio-bassa oppure con pieghe e pause se impasti a mano. Aspetta che l’acqua sia assorbita e che l’impasto inizi a prendere struttura.
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Sciogli il sale nell’acqua rimanente tenuta da parte. Aggiungila a filo in più riprese, aspettando ogni volta il completo assorbimento prima di versarne altra. Questa quota fa parte dell’acqua totale prevista dal calcolatore e completa l’idratazione dell’impasto.
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Quando l’impasto torna liscio ed elastico, versa l’olio EVO previsto per l’impasto a filo e continua a lavorare fino al completo assorbimento e alla formazione di una massa ben incordata.
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Al termine dell’incordatura, controlla se possibile la temperatura dell’impasto con un termometro da cucina: il riferimento è circa 22–24°C. Se la massa tende a scaldarsi troppo, interrompi brevemente la lavorazione e lascia riposare l’impasto coperto prima di proseguire.
3 - Pieghe di Rinforzo e Maturazione in Frigo
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Trasferisci l’impasto in un contenitore leggermente oliato. Esegui 3 giri di pieghe a tre, oppure a fazzoletto, a distanza di 20 minuti l’uno dall’altro per rinforzare la struttura dell’impasto ad alta idratazione.
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Dopo l’ultimo giro di pieghe, chiudi il contenitore ermeticamente e trasferiscilo in frigorifero a circa 4°C per 24 ore di maturazione.
4 - Staglio e Lievitazione a Temperatura Ambiente (Appretto)
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Estrai l’impasto dal frigorifero e dividilo in tante porzioni quante sono le teglie impostate nel calcolatore. Per una sola teglia, usa l’impasto intero come unico panetto.
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Forma delicatamente ogni porzione e sistemala in un contenitore o cassetta leggermente oliati. Copri e lascia lievitare a temperatura ambiente, circa 20°C, per 3 ore.
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Al termine dell’appretto, l’impasto deve apparire rilassato, gonfio e con piccole bolle visibili. Deve potersi allargare senza ritirarsi con eccessiva forza; non è necessario aspettare un raddoppio perfettamente identico in ogni condizione.
5 - Stesura su Semola e Trasferimento in Teglia
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Rovescia il panetto su un abbondante letto di semola rimacinata. Con i polpastrelli piatti di entrambe le mani, stendi delicatamente l’impasto procedendo dal basso verso l’alto, cercando di preservare le bolle d’aria.
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Scrolla l’eccesso di semola, solleva l’impasto sugli avambracci e trasferiscilo nella teglia in ferro blu ben stagionata. Allargalo delicatamente fino a raggiungere bordi e angoli senza sgonfiarlo.
6 - Condimento e Cottura in Due Tempi
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Schiaccia a mano i pomodori pelati, aggiusta di sale se necessario e distribuiscili sulla pizza. Completa con olio EVO q.b. e basilico fresco.
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Inforna la teglia sul ripiano più basso del forno, oppure sulla superficie adatta indicata dal produttore del forno. Cuoci inizialmente con il solo pomodoro secondo la tabella di cottura, fino a quando la base risulta ben cotta e dorata.
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Estrai la teglia, distribuisci la mozzarella fiordilatte ben scolata e asciutta, quindi completa la cottura nel ripiano centrale o medio-alto fino a fusione della mozzarella e doratura finale.
7 - Taglio e Servizio al Trancio
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Sforna la pizza e trasferiscila subito su una gratella per 1–2 minuti: questo passaggio aiuta il vapore a uscire e mantiene la base più asciutta.
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Taglia a tranci con forbici da pizza o rotella e servi caldissima.
Tabelle di Cottura
Forno domestico statico
- Temperatura:
- 250–280°C
- Posizione:
- Prima parte sul ripiano basso, poi ripiano centrale
- Tempo:
- 12–15 min + 4–5 min per mozzarella e finitura
- Note:
- Cuoci inizialmente con solo pomodoro sul ripiano basso o sulla posizione più vicina alla fonte di calore inferiore prevista dal forno. Aggiungi mozzarella e condimenti finali negli ultimi 4–5 minuti sul ripiano centrale.
Forno Effeuno P134H
- Temperatura:
- 280–300°C cielo / 320–340°C platea
- Tempo:
- 8–10 min + 5 min per mozzarella e finitura
- Note:
- Inforna la teglia sulla pietra refrattaria con solo pomodoro; aggiungi mozzarella e condimenti finali negli ultimi 5 minuti. Adatta tempi e temperature al comportamento del forno, allo spessore della pizza e alla teglia utilizzata.
Domande Frequenti (FAQ)
Perché la pizza in teglia si ritira quando provo ad allargarla?
Se la pasta torna indietro come un elastico durante la stesura, il glutine è ancora teso oppure l’impasto è troppo freddo. Non forzarlo: lascialo riposare coperto per altri 15–20 minuti a temperatura ambiente, poi riprendi a stendere con delicatezza su semola rimacinata usando solo i polpastrelli, senza usare il mattarello.
Quanto impasto serve per una teglia standard, come una 30 × 40 cm?
Una teglia da 30 × 40 cm ha una superficie di 1200 cm². Per questa ricetta il calcolatore utilizza circa 0,5 g di impasto per cm², quindi produce circa 600 g di impasto totale: farina, acqua, lievito, sale e olio nell’impasto. Pomodoro, mozzarella e altri condimenti non sono inclusi in questi 600 g.
Quale farina usare per la pizza in teglia all'80% di idratazione?
Usa una farina forte W280–320. Questa forza è adatta a trattenere molta acqua, sostenere le pieghe di rinforzo e affrontare 24 ore di maturazione in frigorifero senza perdere eccessivamente struttura.
Perché il calcolatore indica una temperatura dell'acqua?
La temperatura dell’acqua aiuta a controllare la temperatura finale dell’impasto. Il calcolatore considera la temperatura dell’ambiente, quella reale della farina e il calore sviluppato dall’impasto a mano o in planetaria. Con il caldo estivo, un impasto troppo caldo tende a diventare più molle e appiccicoso, può essere più difficile da incordare e può avviare troppo presto la fermentazione. Usa una sola delle due temperature indicate, in base al metodo scelto, e cerca di chiudere l’impasto intorno a 22–24°C.
Devo raffreddare anche la farina in estate?
Non sempre. L’acqua alla temperatura indicata dal calcolatore è la prima variabile da controllare. Se però la cucina supera circa 26–28°C, usi la planetaria oppure noti che l’impasto tende a scaldarsi troppo, puoi mettere la farina per alcune ore in frigorifero dentro un contenitore ben chiuso. In questo modo limiti il calore iniziale senza esporre la farina a umidità o condensa.
Perché trattenere una parte dell'acqua per il sale?
In un impasto all’80% di idratazione è utile non versare subito tutta l’acqua. Dopo l’autolisi, usa una piccola quota per sciogliere il lievito e conserva il resto per sciogliere il sale. Quando l’impasto ha già preso struttura, versa lentamente l’acqua con il sale in più riprese: si distribuisce in modo uniforme e completa l’idratazione senza rendere l’impasto troppo difficile da lavorare. Questa acqua è già compresa nella quantità totale indicata dal calcolatore.
Posso usare lievito fresco e lievito secco insieme?
No. Il lievito di birra fresco e quello secco sono alternative: usa uno oppure l’altro, rispettando la quantità indicata dal calcolatore. Per la teglia da 40 × 30 cm mostrata nell’esempio, sono previsti 1 g di lievito fresco oppure 0,3 g di lievito secco.
Perché la mozzarella si aggiunge solo negli ultimi minuti di cottura?
La prima fase con solo pomodoro permette alla base di sviluppare maggiore croccantezza. Se la mozzarella cuocesse dall’inizio, potrebbe rilasciare liquido sull’impasto e scurirsi troppo prima che la base sia pronta. Aggiungila quindi negli ultimi minuti, dopo averla scolata bene.
Perché la mia pizza non sviluppa i buchi grandi, cioè l'alveolatura?
L’alveolatura dipende dalla qualità della farina forte W280–320, dalle pieghe di rinforzo, dalla fermentazione e dalla delicatezza nella stesura. Se schiacci l’impasto con troppa forza oppure usi il mattarello, molte bolle d’aria possono rompersi.
Come riscaldare e rigenerare la pizza in teglia avanzata?
Evita il microonde, che tende a renderla molle e gommosa. Scaldala per 2–3 minuti in una padella antiaderente ben calda con coperchio: il calore diretto asciuga e rende più croccante la base, mentre il coperchio aiuta a riscaldare il cuore. In alternativa, usa il forno statico a 200°C per 3–4 minuti.
Cos'è la maturazione in frigo di 24 ore e perché è utile?
La maturazione a circa 4°C rallenta l’attività fermentativa e lascia più tempo agli enzimi naturalmente presenti nella farina per trasformare alcune componenti dell’impasto. Può favorire un impasto più aromatico, estensibile e più semplice da gestire nella fase di stesura.



